ok.
i am back. ripigliato.
ho una poltrona.
sicuramente la più comoda di tutte.
la mia frau.
(chester, of course..)
ma io ho bisogno di un tappeto elastico.
e di qualcuno che salti con me.
per poi cadere verso l'alto.
;o)
Friday, August 03, 2007
Wednesday, July 25, 2007
Monday, June 25, 2007
Appunto..
..dannate conseguenze.
Le odio.
Per non parlare del funesto rapporto causa-effetto su cui l’universo mondo si regge.
Fuck meccanicismo..
Le odio.
Per non parlare del funesto rapporto causa-effetto su cui l’universo mondo si regge.
Fuck meccanicismo..
Thursday, May 03, 2007
la grande bouffe..
mmm..
tavola imbandita, quindi.
Si può dare il via alle libagioni.
E allora, forza.
Sgozziamo il vitello grasso – scarnifichiamolo – mastichiamo pure gli ossi.
Ubriachiamoci col suo sangue – che scende copioso dal golgota del moralismo su cui lo abbiamo crocifisso.
Solo, senza neppure due ladroni a fargli compagnia..
(Ma non vi è nulla di cui preoccuparsi:Ogni povero cristo ha la sua Maddalena che ne aspetta la resurrezione.)
Ma poi, mi raccomando, puliamoci mani e bocca con tovaglioli di lino e seta.
E guai a sputare gli avanzi in terra.
Non sta bene.
Soprattutto a trent’anni.
tavola imbandita, quindi.
Si può dare il via alle libagioni.
E allora, forza.
Sgozziamo il vitello grasso – scarnifichiamolo – mastichiamo pure gli ossi.
Ubriachiamoci col suo sangue – che scende copioso dal golgota del moralismo su cui lo abbiamo crocifisso.
Solo, senza neppure due ladroni a fargli compagnia..
(Ma non vi è nulla di cui preoccuparsi:Ogni povero cristo ha la sua Maddalena che ne aspetta la resurrezione.)
Ma poi, mi raccomando, puliamoci mani e bocca con tovaglioli di lino e seta.
E guai a sputare gli avanzi in terra.
Non sta bene.
Soprattutto a trent’anni.
Thursday, April 26, 2007
Monday, April 23, 2007
..fool of joy??
E ogni tanto il fool esce di scena e se ne rimane
dietro le quinte.
A prendersi un giro di pausa.
Limitandosi, silente, ad osservare.
Sorridendo e non ghignando,
per il momento..
dietro le quinte.
A prendersi un giro di pausa.
Limitandosi, silente, ad osservare.
Sorridendo e non ghignando,
per il momento..
Friday, April 20, 2007
qualche filmetto buttato là.. (Volume I)
- PULP FICTION - Q.T.
- ARANCIA MECCANICA - S.K.
- IL GRANDE LEBOWSKI - J.&E.C.
- ZOOLENDER - B.S.
- BLUES BROTHERS - J.L.
- C'ERA UNA VOLTA IN AMERICA - S.L.
- CASABLANCA - M.C.
- IO E ANNIE - W.A.
- OVOSODO - P.V.
- PALOMBELLA ROSSA - N.M.
Monday, March 05, 2007
Monday, January 29, 2007
Thursday, January 11, 2007
..offeso..
"..da chi distrugge un entusiasmo-
da chi prende a calci un cane-
da chi è sazio, e ormai si è arreso-
da tutta la stupidità..
dalle donne che non ridono-
dagli uomini che non piangono-
dai bambini che non giocano-
dai vecchi, che non insegnano.."
da chi prende a calci un cane-
da chi è sazio, e ormai si è arreso-
da tutta la stupidità..
dalle donne che non ridono-
dagli uomini che non piangono-
dai bambini che non giocano-
dai vecchi, che non insegnano.."
Thursday, January 04, 2007
Risate a denti stretti..
Ma se il mattino ha l'oro in bocca,
Dio non deve esser un granchè
come dentista.
Dio non deve esser un granchè
come dentista.
Tuesday, December 05, 2006
..quello spirto guerrier, che entro mi (dist)rugge..
"Il Ribelle è un uomo che dice no. A che cosa? All'ordine costituito, a credenze, valori, opinioni, regole, comportamenti, comuni alla società nella quale vive, in cui non si identifica e non si riconosce.
E' nato in un luogo e in un tempo non suoi.
E' uno spostato, un borderline.
Ma non vuole farsi normalizzare, omologare, inglobare.
Per questo dice no.
Anzi lo grida in modo che tutti possano sentirlo.
Non si nasconde.
Ed è pronto ad assumersi le responsabilità e le conseguenze del suo rifiuto, addebitandole solo ed esclusivamente a se stesso.
Il Ribelle paga di persona.
Detesta le mezze misure, le morali a metà, le vie traverse, le mediazioni.
Ama lo scontro frontale.
E' un combattente a viso aperto.
Il Ribelle è un "chevalier seul".
Non si propone obiettivi politici.
Vuole solo rimanere se stesso, fedele a una sorta di inconscia promessa che si è fatto da ragazzo.
Il suo ordine morale è del tutto interiore.
E' la sua personalissima tavola dei valori, il suo nucleo costitutivo al quale non è disposto a rinunciare a nessun costo di fronte alle aggressioni o alle lusinghe dell'ordine costituito, pronto a difenderlo fino alle estreme conseguenze.
Il Ribelle è quindi un uomo che dice no.
Ma è anche un uomo che dice sì.
A se stesso.
Nella sua solitaria e dolorosa lucidità il Ribelle però sa che, nell'assenza di un Assoluto da cui far discendere una gerarchia fra ciò che è Bene e ciò che è Male, i valori tutti individuali in cui crede e si sforza di onorare, la lealtà, il rispetto della parola data, lo spendersi generosamente, il coraggio, fisico e morale, la dignità, non sono in sè superiori a quelli che disprezza.
Come Ivan Karamazov sa, disperatamente sa, che, nel silenzio siderale di Dio, "tutto è assurdo e quindi tutto è lecito".
Tuttavia, nonostante ciò non abbia in realtà alcun senso, il Ribelle, per l'orgogliosa percezione che ha di sè, non vuole arrendersi a questo "tutto è lecito".
E si comporta quindi come se esistesse un Tribunale superiore che lo giudica.
Il suo.
Testardamente, cocciutamente, non vuole tradire l'immagine che, a torto o ragione, si è fatta di sè.
Più che etica la sua è una coerenza e una rivolta estetica.
Il Ribelle è un uomo solo.
La sua è innanzitutto una solitudine metafisica. Ha rinunciato a Dio e alle consolazioni delle fedi collettive, religiose o laiche.
Di fronte al mistero e all'angoscia dell'esistere non ha altro compagno che se stesso.
Alla lunga la solitudine del Ribelle diventa anche esistenziale e una sorta di coatta misoginia.
Il Ribelle è un uomo che insegue Sogni.
Le donne possono amare un uomo che insegue Sogni - anzi, in genere lo amano appassionatamente, soprattutto quando sono giovani e giovane è colui che sogna - ma non amano i Sogni.
La donna è un essere troppo concreto e vitale per inseguire Sogni. Insegue figli.
E alla lunga il rapporto fra l'uomo che insegue Sogni e la donna che pretende concretezza si spezza.
E il Ribelle resta solo.
Totalmente e definitivamente solo.
Ma non può farci nulla.
E' la sua storia.
E' nato così.."
E' nato in un luogo e in un tempo non suoi.
E' uno spostato, un borderline.
Ma non vuole farsi normalizzare, omologare, inglobare.
Per questo dice no.
Anzi lo grida in modo che tutti possano sentirlo.
Non si nasconde.
Ed è pronto ad assumersi le responsabilità e le conseguenze del suo rifiuto, addebitandole solo ed esclusivamente a se stesso.
Il Ribelle paga di persona.
Detesta le mezze misure, le morali a metà, le vie traverse, le mediazioni.
Ama lo scontro frontale.
E' un combattente a viso aperto.
Il Ribelle è un "chevalier seul".
Non si propone obiettivi politici.
Vuole solo rimanere se stesso, fedele a una sorta di inconscia promessa che si è fatto da ragazzo.
Il suo ordine morale è del tutto interiore.
E' la sua personalissima tavola dei valori, il suo nucleo costitutivo al quale non è disposto a rinunciare a nessun costo di fronte alle aggressioni o alle lusinghe dell'ordine costituito, pronto a difenderlo fino alle estreme conseguenze.
Il Ribelle è quindi un uomo che dice no.
Ma è anche un uomo che dice sì.
A se stesso.
Nella sua solitaria e dolorosa lucidità il Ribelle però sa che, nell'assenza di un Assoluto da cui far discendere una gerarchia fra ciò che è Bene e ciò che è Male, i valori tutti individuali in cui crede e si sforza di onorare, la lealtà, il rispetto della parola data, lo spendersi generosamente, il coraggio, fisico e morale, la dignità, non sono in sè superiori a quelli che disprezza.
Come Ivan Karamazov sa, disperatamente sa, che, nel silenzio siderale di Dio, "tutto è assurdo e quindi tutto è lecito".
Tuttavia, nonostante ciò non abbia in realtà alcun senso, il Ribelle, per l'orgogliosa percezione che ha di sè, non vuole arrendersi a questo "tutto è lecito".
E si comporta quindi come se esistesse un Tribunale superiore che lo giudica.
Il suo.
Testardamente, cocciutamente, non vuole tradire l'immagine che, a torto o ragione, si è fatta di sè.
Più che etica la sua è una coerenza e una rivolta estetica.
Il Ribelle è un uomo solo.
La sua è innanzitutto una solitudine metafisica. Ha rinunciato a Dio e alle consolazioni delle fedi collettive, religiose o laiche.
Di fronte al mistero e all'angoscia dell'esistere non ha altro compagno che se stesso.
Alla lunga la solitudine del Ribelle diventa anche esistenziale e una sorta di coatta misoginia.
Il Ribelle è un uomo che insegue Sogni.
Le donne possono amare un uomo che insegue Sogni - anzi, in genere lo amano appassionatamente, soprattutto quando sono giovani e giovane è colui che sogna - ma non amano i Sogni.
La donna è un essere troppo concreto e vitale per inseguire Sogni. Insegue figli.
E alla lunga il rapporto fra l'uomo che insegue Sogni e la donna che pretende concretezza si spezza.
E il Ribelle resta solo.
Totalmente e definitivamente solo.
Ma non può farci nulla.
E' la sua storia.
E' nato così.."
Friday, October 27, 2006
..e invece io, lo vedi da te - arrivo sempre l'indomani..
"..e prendiamola fra le braccia -
questa vita danzante -
questi pezzi di amore caro -
questa vita tremante.
..che sono io -
e sei anche tu.."
questa vita danzante -
questi pezzi di amore caro -
questa vita tremante.
..che sono io -
e sei anche tu.."
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