Monday, March 05, 2007
Monday, January 29, 2007
Thursday, January 11, 2007
..offeso..
"..da chi distrugge un entusiasmo-
da chi prende a calci un cane-
da chi è sazio, e ormai si è arreso-
da tutta la stupidità..
dalle donne che non ridono-
dagli uomini che non piangono-
dai bambini che non giocano-
dai vecchi, che non insegnano.."
da chi prende a calci un cane-
da chi è sazio, e ormai si è arreso-
da tutta la stupidità..
dalle donne che non ridono-
dagli uomini che non piangono-
dai bambini che non giocano-
dai vecchi, che non insegnano.."
Thursday, January 04, 2007
Risate a denti stretti..
Ma se il mattino ha l'oro in bocca,
Dio non deve esser un granchè
come dentista.
Dio non deve esser un granchè
come dentista.
Tuesday, December 05, 2006
..quello spirto guerrier, che entro mi (dist)rugge..
"Il Ribelle è un uomo che dice no. A che cosa? All'ordine costituito, a credenze, valori, opinioni, regole, comportamenti, comuni alla società nella quale vive, in cui non si identifica e non si riconosce.
E' nato in un luogo e in un tempo non suoi.
E' uno spostato, un borderline.
Ma non vuole farsi normalizzare, omologare, inglobare.
Per questo dice no.
Anzi lo grida in modo che tutti possano sentirlo.
Non si nasconde.
Ed è pronto ad assumersi le responsabilità e le conseguenze del suo rifiuto, addebitandole solo ed esclusivamente a se stesso.
Il Ribelle paga di persona.
Detesta le mezze misure, le morali a metà, le vie traverse, le mediazioni.
Ama lo scontro frontale.
E' un combattente a viso aperto.
Il Ribelle è un "chevalier seul".
Non si propone obiettivi politici.
Vuole solo rimanere se stesso, fedele a una sorta di inconscia promessa che si è fatto da ragazzo.
Il suo ordine morale è del tutto interiore.
E' la sua personalissima tavola dei valori, il suo nucleo costitutivo al quale non è disposto a rinunciare a nessun costo di fronte alle aggressioni o alle lusinghe dell'ordine costituito, pronto a difenderlo fino alle estreme conseguenze.
Il Ribelle è quindi un uomo che dice no.
Ma è anche un uomo che dice sì.
A se stesso.
Nella sua solitaria e dolorosa lucidità il Ribelle però sa che, nell'assenza di un Assoluto da cui far discendere una gerarchia fra ciò che è Bene e ciò che è Male, i valori tutti individuali in cui crede e si sforza di onorare, la lealtà, il rispetto della parola data, lo spendersi generosamente, il coraggio, fisico e morale, la dignità, non sono in sè superiori a quelli che disprezza.
Come Ivan Karamazov sa, disperatamente sa, che, nel silenzio siderale di Dio, "tutto è assurdo e quindi tutto è lecito".
Tuttavia, nonostante ciò non abbia in realtà alcun senso, il Ribelle, per l'orgogliosa percezione che ha di sè, non vuole arrendersi a questo "tutto è lecito".
E si comporta quindi come se esistesse un Tribunale superiore che lo giudica.
Il suo.
Testardamente, cocciutamente, non vuole tradire l'immagine che, a torto o ragione, si è fatta di sè.
Più che etica la sua è una coerenza e una rivolta estetica.
Il Ribelle è un uomo solo.
La sua è innanzitutto una solitudine metafisica. Ha rinunciato a Dio e alle consolazioni delle fedi collettive, religiose o laiche.
Di fronte al mistero e all'angoscia dell'esistere non ha altro compagno che se stesso.
Alla lunga la solitudine del Ribelle diventa anche esistenziale e una sorta di coatta misoginia.
Il Ribelle è un uomo che insegue Sogni.
Le donne possono amare un uomo che insegue Sogni - anzi, in genere lo amano appassionatamente, soprattutto quando sono giovani e giovane è colui che sogna - ma non amano i Sogni.
La donna è un essere troppo concreto e vitale per inseguire Sogni. Insegue figli.
E alla lunga il rapporto fra l'uomo che insegue Sogni e la donna che pretende concretezza si spezza.
E il Ribelle resta solo.
Totalmente e definitivamente solo.
Ma non può farci nulla.
E' la sua storia.
E' nato così.."
E' nato in un luogo e in un tempo non suoi.
E' uno spostato, un borderline.
Ma non vuole farsi normalizzare, omologare, inglobare.
Per questo dice no.
Anzi lo grida in modo che tutti possano sentirlo.
Non si nasconde.
Ed è pronto ad assumersi le responsabilità e le conseguenze del suo rifiuto, addebitandole solo ed esclusivamente a se stesso.
Il Ribelle paga di persona.
Detesta le mezze misure, le morali a metà, le vie traverse, le mediazioni.
Ama lo scontro frontale.
E' un combattente a viso aperto.
Il Ribelle è un "chevalier seul".
Non si propone obiettivi politici.
Vuole solo rimanere se stesso, fedele a una sorta di inconscia promessa che si è fatto da ragazzo.
Il suo ordine morale è del tutto interiore.
E' la sua personalissima tavola dei valori, il suo nucleo costitutivo al quale non è disposto a rinunciare a nessun costo di fronte alle aggressioni o alle lusinghe dell'ordine costituito, pronto a difenderlo fino alle estreme conseguenze.
Il Ribelle è quindi un uomo che dice no.
Ma è anche un uomo che dice sì.
A se stesso.
Nella sua solitaria e dolorosa lucidità il Ribelle però sa che, nell'assenza di un Assoluto da cui far discendere una gerarchia fra ciò che è Bene e ciò che è Male, i valori tutti individuali in cui crede e si sforza di onorare, la lealtà, il rispetto della parola data, lo spendersi generosamente, il coraggio, fisico e morale, la dignità, non sono in sè superiori a quelli che disprezza.
Come Ivan Karamazov sa, disperatamente sa, che, nel silenzio siderale di Dio, "tutto è assurdo e quindi tutto è lecito".
Tuttavia, nonostante ciò non abbia in realtà alcun senso, il Ribelle, per l'orgogliosa percezione che ha di sè, non vuole arrendersi a questo "tutto è lecito".
E si comporta quindi come se esistesse un Tribunale superiore che lo giudica.
Il suo.
Testardamente, cocciutamente, non vuole tradire l'immagine che, a torto o ragione, si è fatta di sè.
Più che etica la sua è una coerenza e una rivolta estetica.
Il Ribelle è un uomo solo.
La sua è innanzitutto una solitudine metafisica. Ha rinunciato a Dio e alle consolazioni delle fedi collettive, religiose o laiche.
Di fronte al mistero e all'angoscia dell'esistere non ha altro compagno che se stesso.
Alla lunga la solitudine del Ribelle diventa anche esistenziale e una sorta di coatta misoginia.
Il Ribelle è un uomo che insegue Sogni.
Le donne possono amare un uomo che insegue Sogni - anzi, in genere lo amano appassionatamente, soprattutto quando sono giovani e giovane è colui che sogna - ma non amano i Sogni.
La donna è un essere troppo concreto e vitale per inseguire Sogni. Insegue figli.
E alla lunga il rapporto fra l'uomo che insegue Sogni e la donna che pretende concretezza si spezza.
E il Ribelle resta solo.
Totalmente e definitivamente solo.
Ma non può farci nulla.
E' la sua storia.
E' nato così.."
Friday, October 27, 2006
..e invece io, lo vedi da te - arrivo sempre l'indomani..
"..e prendiamola fra le braccia -
questa vita danzante -
questi pezzi di amore caro -
questa vita tremante.
..che sono io -
e sei anche tu.."
questa vita danzante -
questi pezzi di amore caro -
questa vita tremante.
..che sono io -
e sei anche tu.."
Thursday, September 28, 2006
già..
..un giardino di vergini suicide,
adagiate su una distesa di bocche di leone,
perchè troppo
stanche.
ormai indifferenti alla diffidenza della gente,
che non ha il coraggio di avvicinarle neanche ora che sono
solo e
per sempre
BELLE..
adagiate su una distesa di bocche di leone,
perchè troppo
stanche.
ormai indifferenti alla diffidenza della gente,
che non ha il coraggio di avvicinarle neanche ora che sono
solo e
per sempre
BELLE..
Wednesday, September 20, 2006
BOOKS BROTHERS 2 - il giardinaio
niente citazioni.
va letto. punto.
e magari vissuto. vagando per i bar di milano.
al limite, regalato..
zero trama, poche (vabbè..) sbronze, qualche donna.
tanto passato che ritorna.
una ballata sull'amore stanco.
à la de andrè..
benvenuto che se ne va.
e quei monologhi davanti al trott..
sono passati più di dieci anni dal nostro primo incontro:
è sempre un piacere..
..cheers..
ANDREA G. PINKETTS, "Ho fatto giardino", Feltrinelli 2006
va letto. punto.
e magari vissuto. vagando per i bar di milano.
al limite, regalato..
zero trama, poche (vabbè..) sbronze, qualche donna.
tanto passato che ritorna.
una ballata sull'amore stanco.
à la de andrè..
benvenuto che se ne va.
e quei monologhi davanti al trott..
sono passati più di dieci anni dal nostro primo incontro:
è sempre un piacere..
..cheers..
ANDREA G. PINKETTS, "Ho fatto giardino", Feltrinelli 2006
tra gianni rodari e la rue morgue.. (111)
mangia solo sano/
bevi sempre bene/
tanto non eviterai/
le varicee vene.
bevi sempre bene/
tanto non eviterai/
le varicee vene.
Friday, September 15, 2006
tra gianni rodari e la rue morgue.. (11)
c'è un passerotto sul davanzale/
allegro e sereno lui cinguetta/
che bella la natura in quanto tale/
quasi quasi io gli offro una polpetta/
avvelenata.
allegro e sereno lui cinguetta/
che bella la natura in quanto tale/
quasi quasi io gli offro una polpetta/
avvelenata.
tra gianni rodari e la rue morgue.. (1)
un fanciullo dal vento è cullato/
lingua di fuori, viso rubizzo/
vuoi veder che s'è impiccato?
lingua di fuori, viso rubizzo/
vuoi veder che s'è impiccato?
Saturday, September 02, 2006
ruby tuesday (in formentera..)
La vida es sueno..
Anche se spesso pullula di incubi..
E proprio per questo vorrei che tu vegliassi su di me.
Per scacciare i miei demoni.
E trattenere i miei sogni..
"..before they sleep away.."
Anche se spesso pullula di incubi..
E proprio per questo vorrei che tu vegliassi su di me.
Per scacciare i miei demoni.
E trattenere i miei sogni..
"..before they sleep away.."
l'erba voglio..
Merda.
Non ho più voglia di avere incubi.
Con il cuore che va a mille. Pulsa nella cassa toracica.
Vuole uscire. Aprirti lo sterno.
Non ho più voglia di svegliarmi. Di cercare
invano
qualcuno al tuo fianco a cui stringersi.
A cui aggrapparsi.
Su cui appoggiare la testa.
Per far riposare i pensieri.
Non ho più vogli di avere ricordi, seppur belli.
Voglio viverli.
Un pò di più, almeno..
Voglio voglio voglio..
Non sono ancora abbastanza grande per essere lasciato solo..
Non ho più voglia di avere incubi.
Con il cuore che va a mille. Pulsa nella cassa toracica.
Vuole uscire. Aprirti lo sterno.
Non ho più voglia di svegliarmi. Di cercare
invano
qualcuno al tuo fianco a cui stringersi.
A cui aggrapparsi.
Su cui appoggiare la testa.
Per far riposare i pensieri.
Non ho più vogli di avere ricordi, seppur belli.
Voglio viverli.
Un pò di più, almeno..
Voglio voglio voglio..
Non sono ancora abbastanza grande per essere lasciato solo..
Subscribe to:
Posts (Atom)
